Art. 1 – Attribuzioni del consiglio di istituto

Art. 2 - Validità delle deliberazioni

Art. 3 - Elezione del Presidente

Art. 4 - Sostituzione temporanea del Presidente

Art. 5 - Giunta esecutiva

Art. 6 - Deleghe al Presidente. alla Giunta e a Commissioni consiliari

Art. 7 – Verbalizzazione

Art. 8 - Decadenza e dimissioni

Art. 9 - Revoca del mandato al Presidente e alla Giunta

Art. 10 - Periodicità delle sedute

Art. 11 - Ordine del giorno

Art. 12 - Convocazione del Consiglio

Art. 13 - Partecipazione alle sedute di rappresentanze esterne

Art. 14 - Svolgimento delle sedute

Art. 15 - Pubblicità delle sedute

Art. 16 - Pubblicità degli atti

Art. 17 - Modifiche al regolamento

 

Art. 1.- Attribuzioni del consiglio di istituto

1. Il Consiglio di istituto delibera il programma annuale e il conto consuntivo; verifica inoltre, entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie dell’Istituto, nonché lo stato di attuazione del programma.

2. Nell’ambito dell’attività negoziale il Consiglio d’Istituto delibera in ordine:

a) all’accettazione e alla rinuncia di legati, eredità e donazioni;

b) alla costituzione o compartecipazione a fondazioni; all’istituzione o compartecipazione a borse di studio;

c) all’accensione di mutui e in genere ai contratti di durata pluriennale;

d) ai contratti di alienazione, trasferimento, costituzione, modificazione di diritti reali su beni immobili appartenenti all’istituzione scolastica, previa verifica, in caso di alienazione di beni pervenuti per effetto di successioni a causa di morte e donazioni, della mancanza di condizioni ostative o disposizioni modali che ostino alla dismissione del bene;

e) all’adesione a reti di scuole e consorzi;

f) all’utilizzazione economica delle opere dell’ingegno;

g) alla partecipazione della scuola a iniziative che comportino il coinvolgimento di agenzie, enti, università, soggetti pubblici o privati;

h) all’eventuale individuazione del superiore limite di spesa di cui all’art. 34, comma 1 del Decreto 44/2001;

i) all’acquisto di immobili.

3. Il Consiglio di istituto, fatte salve le competenze del Collegio dei docenti e dei Consigli di interclasse, e di classe, ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:

a) adozione del regolamento interno dell'istituto che dovrà fra l'altro, stabilire le modalità per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita dalla medesima;

b) alienazione dei beni inservibili mediante vendita;

c) adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;

d) criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione;

e) promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;

f) partecipazione dell'istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;

g) forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dall'istituto.

4. Il Consiglio di istituto indica, altresì, i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'adattamento dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di interclasse o di classe; esprimere parere sull'andamento generale, didattico ed amministrativo, dell'istituto.

5. Al Consiglio d’Istituto spettano le deliberazioni relative alla determinazione dei criteri e dei limiti per lo svolgimento, da parte del Dirigente, delle seguenti attività negoziali:

a) contratti di sponsorizzazione;

b) contratti di locazione di immobili;

c) utilizzazione di locali, beni o siti informatici appartenenti all’istituzione scolastica da parte di soggetti terzi;

d) convenzioni relative a prestazioni del personale della scuola e degli alunni per conto terzi;

e) alienazione di beni e servizi prodotti nell’esercizio di attività didattiche o programmate a favore di terzi;

f) acquisto e alienazione di titoli di Stato;

g) contratti di prestazione d’opera con esperti per particolari attività e insegnamenti;

h) partecipazione a progetti internazionali.

 

Art. 2 - Validità delle deliberazioni

1. Per la validità delle sedute del Consiglio è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.

2. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo quanto diversamente stabilito dal presente regolamento; in caso dì parità prevale il voto del Presidente.

3. La votazione è segreta quando si faccia questione di persone o quando la maggioranza del Consiglio lo decida su richiesta di un consigliere.

 

Art. 3 - Elezione del Presidente

1. Il Consiglio elegge a Presidente un genitore a maggioranza assoluta dei componenti in carica; qualora non si raggiunga la maggioranza assoluta nella prima votazione la stessa si ripete fino al raggiungimento della maggioranza relativa dei voti in favore di uno degli eleggendi.

2. Con le stesse modalità può essere eletto anche il vicepresidente.

 

Art. 4 - Sostituzione temporanea del Presidente

1. In caso di assenza del Presidente, il Consiglio è presieduto dal vicepresidente, qualora eletto, o, quando sia assente anche quest'ultimo, dal Consigliere genitore più anziano di età.

 

Art. 5 - Giunta esecutiva

1. Il Consiglio elegge nel proprio ambito una Giunta esecutiva; essa è composta dal Dirigente scolastico, che la presiede e dal Direttore dei servizi generali amministrativi, membri di diritto; da due genitori, da un insegnante, da un rappresentante del personale non docente.

2. In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di uno o due membri della Giunta, il Consiglio procede alla loro sostituzione.

3. In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di tre o più membri eletti della Giunta, o di revoca del mandato ai membri eletti dalla Giunta, il Consiglio procede alla elezione di una nuova Giunta.

4. In qualunque caso l'elezione deve essere argomento dell'o.d.g. nella seduta immediatamente successiva.

5. Per la validità della seduta della Giunta è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.

6. La Giunta stabilisce autonomamente le norme per il proprio funzionamento informandone il Consiglio.

7. La Giunta prepara i lavori del Consiglio e fissa l'ordine del giorno.

8. I membri della Giunta di norma fanno parte delle commissioni.

9. Il Presidente del Consiglio d’Istituto può partecipare alle sedute della Giunta in qualità di uditore.

 

Art. 6 - Deleghe al Presidente. alla Giunta e a Commissioni consiliari

1. Il Consiglio può delegare con apposite delibere al Presidente o alla Giunta la soluzione di problemi di propria competenza che richiedano contatti con organismi esterni.

2. Per lo studio di particolari problemi o per l'organizzazione di determinate attività, il Consiglio può costituire apposite commissioni.

3. Tali commissioni sono costituite dai membri del Consiglio in numero di componenti non inferiore a tre e non superiore a un terzo del numero dei consiglieri e possono avvalersi della collaborazione di esperti esterni al Consiglio, garantendo la presenza di almeno uno dei genitori.

4. Ogni commissione elegge nel suo ambito un coordinatore che riferisce alla Giunta e al Consiglio sull'attività svolta.

 

Art. 7 – Verbalizzazione

1. Le funzioni di segretario del Consiglio, cui compete la stesura dei verbali delle sedute, sono attribuite dal Presidente ad uno dei Consiglieri.

2. E' facoltà dei consiglieri far inserire a verbale le loro dichiarazioni testuali.

3. Di ogni seduta del Consiglio viene redatto un verbale, su apposito registro.

4. Ciascun verbale viene letto ed approvato all'inizio della seduta successiva e quindi sottoscritto dal Presidente e dal Segretario

 

Art. 8 - Decadenza e dimissioni

1. I membri del Consiglio assenti, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive del Consiglio, decadono dalla carica e vengono sostituiti.

2. Le giustificazioni devono pervenire al Presidente o alla Segreteria della Scuola prima della riunione.

3. Le assenze dei consiglieri sono registrate nel verbale di ciascuna seduta con l'annotazione se siano state o no giustificate.

4. Decadono altresì dalla carica i consiglieri che abbiano perso i requisiti stabiliti dalla legge per l'elezione a componenti del Consiglio d'Istituto.

5. In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di uno o più consiglieri il Consiglio ne prende atto e dà mandato alla Commissione Elettorale in carica per il triennio di durata del Consiglio, di surrogare i consiglieri decaduti o dimissionari con il primo candidato non eletto della lista di appartenenza.

 

Art. 9 - Revoca del mandato al Presidente e alla Giunta

1. Il Consiglio, a maggioranza assoluta dei componenti in carica, può revocare il mandato al Presidente e/o ai membri elettivi della Giunta, sulla base di distinte mozioni di sfiducia poste all'ordine del giorno su richiesta scritta di almeno un terzo dei consiglieri.

2. Le votazioni sulle mozioni di sfiducia si effettuano per appello nominale.

 

Art. 10 - Periodicità delle sedute

1. Il Consiglio si riunisce almeno 2 volte all'anno ed ogni qualvolta almeno un terzo dei componenti in carica ne faccia richiesta scritta.

2. Il calendario delle sedute viene programmato, in linea di massima, dallo stesso Consiglio all'inizio dell'anno scolastico, in relazione agli adempimenti previsti.

3. Le riunioni del Consiglio si svolgono in orario compatibile con gli impegni di lavoro dei componenti eletti o designati.

 

Art. 11 - Ordine del giorno

1. L'ordine del giorno di ciascuna seduta del Consiglio è fissato dalla Giunta.

2. La Giunta tiene conto anche delle indicazioni fornite dalle varie Commissioni e dal Consiglio stesso nella seduta precedente e delle richieste scritte presentate alla Giunta da almeno un terzo dei consiglieri in carica.

3. Su ciascun argomento iscritto all'ordine del giorno, la Giunta può designare tra i consiglieri un relatore, con il compito di introdurre la discussione nella seduta del Consiglio.

4. Non possono essere inclusi nell'o.d.g. argomenti estranei alle competenze del Consiglio d'Istituto.

5. L'eventuale documentazione esplicativa relativa all'o.d.g. è a disposizione dei consiglieri presso la sede dell'Istituto almeno tre giorni prima della riunione.

6. Il Consiglio non può deliberare su argomenti non inclusi nell'o.d.g. indicato nell'avviso di convocazione; tuttavia può decidere di deliberare su problemi di particolare urgenza e gravità se approvati dalla maggioranza.

7. L'ordine cronologico degli argomenti da porre in discussione può essere variato dal Consiglio con "mozione d'ordine" approvata a maggioranza dei votanti.

8. Qualora la discussione sugli argomenti all'o.d.g. non sia stata esaurita nei limiti di tempo prefissati per lo svolgimento della seduta, il Consiglio può deliberare di aggiornare i propri lavori per la prosecuzione della discussione in data successiva, non prima di tre giorni.

 

Art. 12 - Convocazione del Consiglio

1. II Presidente dispone l'orario della convocazione del Consiglio, sentito il parere della Giunta esecutiva per quanto riguarda la data, l'orario di inizio, il luogo, l'o.d.g. e la pubblicità della seduta, e comunica l'eventuale invito a rappresentanze esterne a partecipare alla seduta.

2. Il Presidente è tenuto a convocare il Consiglio entro il termine di dieci giorni dalla presentazione della richiesta di convocazione da parte di almeno un terzo dei componenti in carica; nella richiesta di convocazione debbono essere indicati gli argomenti da includere nell'o.d.g.

3. In caso di inadempienza da parte del Presidente, scaduto il termine di cui al secondo comma del presente articolo, il Consiglio può essere validamente convocato con lettera firmata da almeno un terzo dei componenti in carica, secondo le modalità di cui al seguente comma.

4. La convocazione del Consiglio deve essere effettuata mediante lettera diretta ai singoli membri dell'organo collegiale, spedita almeno 7 giorni prima o consegnata a mano almeno 5 giorni prima della data in cui è stata fissata la riunione e mediante affissione all'albo della Scuola di apposito avviso con almeno 7 giorni di anticipo.

5. La lettera e l'avviso di convocazione devono indicare:

1. la data, l'ora di inizio, il luogo di riunione e gli argomenti all'o.d.g. della seduta;

2. l'eventuale esclusione del pubblico dalla seduta, o di parte di esso, quando sia prevista la discussione di argomenti riservati concernenti persone;

3. le rappresentanze esterne eventualmente invitate a partecipare alla seduta.

6. In relazione ad eventi straordinari che richiedono la convocazione d'urgenza del Consiglio, il preavviso può essere dato ai consiglieri fino a due giorni prima mediante lettera consegnata a mano o telegramma; in caso di assoluta necessità il Consiglio può essere convocato entro 24 ore dal verificarsi della necessità stessa, previa telefonata.

 

Art. 13 - Partecipazione alle sedute di rappresentanze esterne

1. In relazione agli argomenti posti all'o.d.g. del Consiglio e secondo le indicazioni fornite dal Consiglio stesso, la Giunta rende esecutive di volta in volta le proposte di invitare a partecipare alle sedute consiliari, con facoltà di parola, rappresentanti del comune, dei consigli di circoscrizione o di quartiere, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti o autonomi, di Enti od istituti indicati dal Consiglio.

 

Art. 14 - Svolgimento delle sedute

1. Lo svolgimento delle sedute è regolato dal Presidente.

2. Sui singoli argomenti iscritti all'o.d.g. il Consiglio può di volta in volta fissare una limitazione alla durata degli interventi.

3. Nessun consigliere può parlare senza aver chiesto ed ottenuto la parola dal Presidente.

4. Il Presidente conferisce la parola secondo l'ordine delle richieste di intervento, riservando la precedenza ai relatori designati dalla Giunta e ad eventuali interventi per "fatto personale"; fa rispettare i tempi di intervento stabiliti; richiama gli oratori i cui interventi esulino dall'argomento in discussione; mette in votazione per alzata di mano, nel corso della discussione, le "mozioni d'ordine" di carattere procedurale (proposte di inversione dell'o.d.g., di limitazione della durata degli interventi, di breve sospensione o di aggiornamento della seduta, ecc.) dopo aver dato la parola ad un oratore a favore e ad uno contrario; mette in votazione per alzata di mano al termine della discussione su ogni singolo argomento all'o.d.g. le varianti, i pareri e le mozioni eventualmente presentati.

5. Esauriti gli argomenti all'o.d.g. il Presidente mette in discussione e quindi in votazione eventuali proposte concernenti lo svolgimento della seduta successiva.

 

Art. 15 - Pubblicità delle sedute

1. Le sedute del Consiglio sono pubbliche tranne quando siano in discussione argomenti riservati concernenti persone.

2. L'eventuale esclusione del pubblico per la ragione di cui al comma precedente deve essere indicata nell'avviso di convocazione dei Consiglio e motivata in relazione agli argomenti iscritti all'o.d.g.; essa può applicarsi all'intera seduta o ad una parte di essa.

3. Quando la seduta si svolga in presenza del pubblico, il Presidente non consente che si parli di argomenti concernenti persone.

4. Il pubblico ammesso ad assistere alla seduta deve mantenersi in silenzio negli spazi ad esso riservati, non può intervenire nella discussione e deve astenersi da qualsiasi manifestazione dì consenso o di dissenso.

5. L'affluenza del pubblico può essere limitata in relazione alla normale capienza ed alla idoneità della sala in cui si svolge la seduta.

6. Qualora il comportamento del pubblico non consenta l'ordinario svolgimento dei lavori o la libertà di discussione e di deliberazione, il Presidente dispone la sospensione della seduta e la sua ulteriore prosecuzione in forma non pubblica.

 

Art. 16 - Pubblicità degli atti

1. I pareri e le deliberazioni del Consiglio sono pubblicati, mediante affissione per un periodo di almeno 10 giorni, in apposito albo presso la sede dell'Istituto.

2. Non sono soggetti a pubblicazione all'albo gli atti concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.

 

Art. 17 – Modifiche al regolamento

1. Il presente regolamento può essere modificato, nel rispetto delle norme di legge, con deliberazioni adottate dal Consiglio a maggioranza assoluta dei componenti in carica.