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Mi chiamo Giorgio Dendi, e giro tutta l’Italia in ogni momento libero dal lavoro, per incontrare studenti e insegnanti di scuole di ogni grado.

Come dicevamo, la scorsa settimana mi sono recato più volte a Borgoricco, per tanti incontri, tutti di due ore, con gli studenti delle primarie e delle medie. La vera sorpresa per me sono stati i più piccoli, che hanno accettato di cimentarsi con problemi per loro assolutamente nuovi. Abbiamo affrontato infatti problemi dei quali nessuno ci aveva insegnato il meccanismo, ma che ci hanno dato la possibilità di trovarlo da soli.

La matematica è fatta di regole chiare, e i numeri non tradiscono mai: se un meccanismo vale per alcuni valori, poi la regola varrà anche per i numeri più grandi, senza la necessità di cercare nuovamente altre regole.

Ecco che allora anche noi piccolini della scuola primaria siamo stati in grado di dire molto velocemente che se siamo in sei, ci possiamo disporre in 720 modi diversi, senza provare a crearli tutti: abbiamo immaginato di farci fare delle foto prima quando c’era un solo studente, poi con due, con tre, e quando abbiamo affrontato il caso con quattro persone, è scattato il ragionamento ed abbiamo trovato la formula.

Analogamente, con la “torre di Hanoi” siamo partiti da una costruzione molto semplice, cioè con un disco, poi abbiamo pensato che i dischi potevano essere due, tre, quattro, e adesso siamo in grado di formulare la risposta con un numero qualsiasi di dischi.

Insomma, non ci sono numeri o meccanismi difficili: basta metterci al lavoro, costruire una tabella, che riempiremo ordinatamente con i valori più facili da trovare, e la tabella stessa ci restituirà anche i valori più complicati da calcolare.